Architetture religiose

Architetture religiose

 

Santuario di Maria S.S.  della Libera

Santuario da oltre 30 anni, è il luogo in cui da secoli si venera il quadro della Madonna della Libera.

Santuario-di-Maria-Santissima-della-Libera

Santuario di Maria S.S. della Libera

In origine abbazia extra moenia (fuori le mura), il santuario venne successivamente inglobato nel tessuto del centro storico in seguito alle varie espansioni urbanistiche. La costruzione dello stesso va collegata alla necessità di ampliare la cappella divenuta ormai insufficiente ad accogliere la crescente affluenza dei fedeli. La navata centrale risale ai primi del Settecento.

Lo stile architettonico è un barocco pugliese. L’altare maggiore, marmoreo, risale al 1873 e su di esso è posta l’icona della Madonna della Libera. Dipinta su tavola, essa ritrae la Vergine seduta su un trono con, sul grembo, il Bambino che gioca con una colomba trattenuta dal filo, mentre la mano destra della Vergine, benedicente, si leva facendo intravedere sul palmo il segno della croce. La tavola non è firmata, è assegnata alla scuola gotico-veneziana e risale probabilmente al 1400 – 1450. Nel Santuario, inoltre, si conservano quattro tele del 1700 di scuola napoletana e il Sacro Sasso su cui si posò la Vergine.

Il quadro della Madonna della Libera

La tradizione vuole che quando Costantinopoli, capitale dell’Impero romano d’Oriente, nel 1453 fu conquistata da Maometto II, i Veneziani prima di abbandonare la città sul Bosforo cercarono di mettere in salvo quante più icone sacre potevano imbarcandole sulle loro galee.

Quadro-della-Madonna-della-Libera-processione-fedeli

Il quadro della Madonna della Libera, portato in processione dai fedeli

Una di queste, giunta a largo di Rodi Garganico si arrestò inspiegabilmente, non riuscendo a proseguire il suo viaggio verso Venezia nonostante il vento favorevole, mentre le altre navi proseguivano la loro rotta.

Il capitano della galea, incredulo, sbarcò a terra per chiedere ragguagli circa lo strano fenomeno agli abitanti di Rodi, i quali, altrettanto sorpresi dall’accadimento non seppero fornirgli spiegazioni. Mentre questi s’incamminava fuori dalle mura cittadine per tornare all’imbarcazione vide ritto sopra un macigno, senza alcun supporto, il sacro quadro della Vergine, e lo riconobbe come una delle opere portate in salvo dalla capitale orientale. Convinto che l’immagine fossa stata furtivamente sbarcata da qualche componente dell’equipaggio, il capitano la riportò a bordo.

La galea non riuscì a riprendere il largo per tutta la notte nonostante il perseverare delle correnti e del vento favorevole e questo spinse il capitano, la mattina seguente, a riscendere a terra. Appena messo piede sulla terraferma, mentre la sua attenzione veniva attirata sul medesimo macigno dal grido «Miracolo! Miracolo!», notò che l’icona sacra si trovava lì, nuovamente ritta nell’identica posizione del giorno prima.

Questo fu finalmente ritenuto dal capitano come una chiara manifestazione del desiderio mariano di non lasciare Rodi Garganico, e per questo motivo donò il quadro alla popolazione rodiana. Dopo questo gesto la nave riuscì miracolosamente a riprendere la rotta e, nonostante fosse salpata con un ritardo di due giorni, giunse nel porto di Venezia tre giorni prima delle altre.

 

 

La Chiesa Madre di San Nicola di Mira

 Edificata nel 1680, fu consacrata nel 1827 dall’arcivescovo Eustachio Dentice, che depose sopra l’altare maggiore le reliquie di San Cristoforo e San Teodoro. Qui si trova una statua lignea di San Cristoforo,

Rodi-Garganico-San-Cristoforo

San Cristoforo

compatrono della cittadina, venerata dalla popolazione e donata ai Rodiani dall’abate Giuseppe Spinelli (1681).

San Nicola di Mira, il Campanile

San Nicola di Mira, il Campanile

 

Accanto alla chiesa si eleva un campanile alto più di 20 metri, di tre piani, la cui realizzazione si è svolta in due periodi diversi: la prima parte, una torre quadrangolare di stile romanico, fu completata nel XII secolo durante la dominazione normanna. Al XIII secolo, invece, risale la struttura ottagonale con la sovrastante cupola in stile gotico orientale.

Fino al XVII secolo fu adibita a torre di vedetta e faceva parte del sistema difensivo costiero costituito da circa 25 presidi di avvistamento lungo tutto il litorale garganico.

 

 

 

Chiesa del Santissimo Crocifisso

 Prima parrocchia cittadina, la “Chiesa del Crocifisso” fu chiusa in seguito ai danni riportati dal terremoto del

Rodi-Garganico-Chiesa-del-Crocifisso

Chiesa del Crocifisso

1679. Dopo il restauro curato da Michele Paolozzi (1695), venne assegnata alla Confraternita dell’Adorazione e della Morte.

L’impianto, ad una navata, conta 10 altari (di cui uno, il centrale, donato da un mercante locale vissuto nell’Ottocento, tale Carmine Carbone). Il primo a destra è dedicato alla Natività, mentre il primo a sinistra è posto sotto una statua lignea raffigurante Cristo Morto.

L’opera fu realizzata da una scuola d’arte napoletana del Seicento e tuttora viene portata in processione la sera del Venerdì Santo. Interessanti sono anche i due organi: il “piccolo” donato da don Michele Veneziani e il “grande” dalle confraternite. Sotto l’organo maggiore è posta una lapide che ricorda i morti per il colera (1886). A testimoniare l’altra epidemia colerica del 1911 è stato eretto un altare di marmo in onore di San Rocco.

 

 

 

 

 

 

Chiesa di Santa Barbara

 Situata a 700 metri dal centro abitato, oltre le mura del paese, è la più antica. La sua esistenza è documentata già in uno scritto del 1091 come dipendenza dell’abbazia di Benevento. Un secolo dopo venne data in commenda ai Cavalieri di Malta. La struttura, oggi in precario stato di conservazione, fu restaurata nel 1645 ed allora arricchita di un prezioso quadro su tela raffigurante santa Barbara. La struttura tra il 2009 ed il 2010 è stata ulteriormente compromessa dal crollo della facciata principale e dalla costruzione di abitazioni adiacenti a pochi metri dal cimitero comunale.

 

 

Chiesa di San Pietro

Rodi-Garganico-Chiesa-di-San-Pietro

Chiesa di San Pietro

La Chiesa di San Pietro, situata in una suggestiva piazzetta, è la più antica chiesa urbana. Anticamente faceva parte di un convento costruito tra il 1216 ed il 1221 quando, come si narra, san Francesco d’Assisi si recò in pellegrinaggio presso la grotta di San Michele a Monte Sant’Angelo.

Proprio poiché parte di un complesso conventuale, l’architettura ne rispecchia le caratteristiche funzionali e storiche. A testimonianza di ciò, di fronte all’ingresso principale, è ancora visibile il chiostro inglobato nelle abitazioni. L’antico portico, infatti, è stato quasi del tutto convertito e sostituito da case ed edifici, mentre il pozzo centrale era visibile al centro della piazzetta sorta sulla pianta dello scomparso chiostro.
Numerose differenze stilistiche ed architettoniche documentano l’ampliamento della chiesa in momenti successivi.

 

 

Chiesa del Santo Spirito – Convento dei Cappuccini

 

Rodi-Garganico-Convento-dei-Cappuccini

Il Convento dei Cappuccini

A circa due chilometri dal centro abitato nei pressi della sorgente detta “del Pincio”, su una collina immersa nella cosiddetta oasi agrumaria che domina l’intera spiaggia di Levante, si trova il primo convento cappuccino del Gargano. Edificato nel 1538 seguendo la pianta tipica dei monasteri cappuccini, comprende anche una chiesa, consacrata nel 1678. Il complesso, oltre ad ospitare nei suoi sotterranei antiche tombe di ecclesiastici e laici, presenta un piccolo chiostro di notevole valenza architettonica.

All’interno della chiesa, sopra l’altare maggiore, in legno e di fattura barocca, era custodito un pregiato dipinto su tela della Pentecoste risalente al XVI secolo ed attribuito al Mazzaroppi (1550 – 1620), raffigurante la Madonna circondata dagli Apostoli sui quali discende lo Spirito Santo. Dipendenza del convento erano alcuni terreni e casolari dell’oasi agrumaria, divenuti poi di proprietà di un mercante rodiano vissuto nell’Ottocento, Carmine Carbone. Degni di nota, infine sono gli altari barocchi delle tre cappelle laterali, i bassorilievi raffiguranti le figure dei santi e la volta della chiesa completamente decorata con affreschi antichi raffiguranti lo Spirito Santo. Qui, inoltre, è ancora conservata una preziosa campana fusa a Venezia nel 1782.

Invia il tuo commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

Contenuto Bloccato se non si accetta la Cookie Policy  

Chi c'é online

1 visitatori online
0 ospiti, 1 bots, 0 membri